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3 agosto 2010

Chi non chiude si rivede

Emergency logo

Ricordate l'ospedale di Emergency a Lashkar-Gah, in Afghanistan? Dai, quello chiuso dopo il sequestro dei tre operatori Emergency Marco Garatti, Matteo dall'Aira e Matteo Pagani? Quelli poi probabilmente rilasciati in cambio di tale chiusura? Su, un po' di sforzo mnemonico... Ne avevano parlato tanto i telegiornali! Articoloni sui quotidiani... Noi se ne era parlato QUI. Ecco, sì, ci siamo, quello. Ha riaperto. Il 29 luglio scorso. A comunicarlo è Cecilia Strada, ecco le sue parole:

Cari amici,

siamo molto felici di annunciarvi che giovedì 29 luglio abbiamo riaperto il Centro chirurgico di Lashkar-Gah.
Un giornalista ci ha chiesto "Perché?". Ma la risposta la sapete già: perché è il nostro lavoro, perché quell'ospedale serve, perché è l'unica struttura gratuita nella regione, perché quell'area è teatro di una guerra sempre più violenta, perché i 70 letti delle corsie - da quando è stato aperto e fino al giorno della sua forzata chiusura il 10 aprile scorso - sono sempre stati pieni. Perché la popolazione ne ha bisogno: e noi non abbiamo bisogno di altri perché.

Ancora grazie per il vostro sostegno.
A presto,

Cecilia Strada
Presidente di Emergency

QUI il comunicato stampa.

21 aprile 2010

Intervista ai 3 operatori Emergency

Peacereporter
Peacereporter.net pubblica un'intervista a Marco Garatti, Matteo dall'Aira e Matteo Pagani, i tre operatori di Emergency liberati domenica scorsa. Argomenti cardine dell'intervista sono: il loro prelevamento dall'ospedale, il periodo di prigionia e la liberazione finale.
Il link al video integrale QUI.

19 aprile 2010

Liberi tutti

Sciacalli contro Emergency


Fin dall'inizio di questa vicenda era scontato che i 3 membri dello staff di Emergency prima o poi sarebbero stati rilasciati. Era solo questione di tempi. E magari di impegno da parte del governo. Ma dopo l'interesse dimostrato dal Napolitano, dagli organismi internazionali e dalla società civile niente potevano le disgustose affermazioni di personaggi del calibro di Gasparri e La Russa.
Il punto è che il gioco della diplomazia prevede sempre un dare e avere, c'è sempre una contropartita.
Questa volta contrappeso per la liberazione dei tre italiani era la chiusura dell'ospedale di Emergency a Lashkar-gah. Emergency non piace. In generale perché cura tutti - come tra l'altro prescritto dalle convenzioni internazionali -, perchè tiene gli occhi aperti, perchè denuncia le violazioni ai diritti umani e le azioni illegali compiute nelle zone in cui opera, perchè, come scrivono Wu Ming, "Quello di Emergency è il più importante gioco di verità sul fronte della sedicente “Guerra al terrore”.". Soprattutto Emergency non piace a chi comanda in quella regione, il ruolo attivo che il suo staff ha avuto nelle trattative coi taliban per la liberazione di Mastrogiacomo e di Torsello non è mai stato visto di buon occhio né dal governo locale né dai britannici che lì guidano la coalizione Isaf.